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Seminari : Affinità Karmiche e Relazioni Familiari

NapoliSabato 26 novembre 2011 ore 16.30-19.30; Domenica 27 novembre ore 10.00-18.30
"Biblioteca del Cuore" centro ABC Vomero - Palazzo Funicolare Centrale, via Donizetti 2a - Napoli
Relatore: Marco Ferrini, Fondatore e Presidente del Centro Studi Bhaktivedanta

Vi scriviamo da Napoli. Qui giovedì pomeriggio, presso l'Associazione Circolo Artistico Politecnico, Marco Ferrini (Matsyavatara dasa) ha tenuto una conferenza sul tema “Il Ruolo della Volontà nell'Armonizzazione delle Relazioni”. 

L'evento si è svolto in un bellissimo palazzo storico antica residenza del vicerè di Napoli (XVII sec.) e ha visto la partecipazione di una settantina di persone.


La parte della lezione dedicata a domande e risposte è stata particolarmente vivace e significativa. Sono stati posti interrogativi acuti,  stimolanti, di grande interesse.
Ecco alcuni passaggi della lezione:
 
“La Bhagavad-gita insegna l'arte di diventare volitivi e determinati, ma a quale scopo?
Allo scopo di riscoprire la nostra natura originaria di sapienza, eternità e beatitudine.
Ma la semplice comprensione di questi insegnamenti non è sufficiente. Occorre praticarli nella nostra vita, affinché essi non sfocino in un sapere astratto, meramente teorico, che porta poi la persona ad alienarsi dal contesto in cui vive e  a non partecipare alle vicende degli uomini.
La saggezza, quando è autentica e radicata, conduce alla compassione, alla solidarietà con tutte le creature, all'esperienza straordinaria dell'Amore”.
 
“Per poter intraprendere il viaggio evolutivo, è indispensabile utilizzare i sensi in maniera consapevole, altrimenti si rimane vittima delle impressioni che si ricevono e degli oggetti che ci fagocitano con le loro energie e pressioni psichiche (vritti). Ogni azione che compiamo produce una tendenza, e se questa viene ripetuta s'innesca un'abitudine che genera attaccamenti difficili da estirpare. E' per questo che è così importante selezionare bene ogni esperienza.
Il mondo è un laboratorio che noi possiamo utilizzare ad uno scopo elevato: “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza (Inf. Canto XXVI).
Anche questo mondo è una manifestazione dello spirito e deve essere utilizzato per evolvere, non per immischiarsi in esso come fosse una palude di sabbie mobili.
Spirito e materia non sono in opposizione nella coscienza di chi ha una comprensione spirituale realizzata. È per questa realizzazione che noi viviamo.
 
Creato, Creature e Creatore rappresentano una triade inscindibile. E' un'unica realtà che si effonde e si diffonde in infinite manifestazioni. Dobbiamo fare pratica di conoscenza del mondo, ma attenzione: che il mondo non diventi la nostra tomba, dove muore la voce dell'anima.
Se non ci colleghiamo a valori alti, siamo fagocitati dai disvalori, da ciò a cui abbiamo attribuito un valore semplicemente perché ne siamo dipendenti.
 
Il Maestro fornisce poi, in risposta ad un'acuta domanda posta da un medico chirurgo presente tra il pubblico, una bellissima definizione di Spirito non in senso fideistico o dogmatico. Una risposta che è da conservare come pezzo unico nel nostro archivio della memoria e che consiglio a tutti di ascoltare assieme alla registrazione per intero di questo evento speciale.
Ad un certo punto, per la qualità ed acutezza delle domande poste e delle relative risposte, sembrava quasi di essere in un vivace dibattito filosofico nell'accademica platonica o in una di quelle sampradaya dell'India tradizionale.
 
“Stiamo attenti a non diventare né dei fanatici della scienza, né dei fanatici della religione. Ogni posizione o convinzione che assumiamo, ricordiamoci che porterà le sue conseguenze nella nostra vita, ora e domani. Sant'Agostino all'inizio della sua opera massima, “Le Confessioni”, asserisce con chiarezza: l'uomo è responsabile della propria morte; similmente nella Bhagavad-gita Krishna spiega che la qualità delle nostre convinzioni determina non solo la qualità della vita presente ma anche la nostra destinazione dopo la dipartita dal corpo”.



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