Pinarella di Cervia (RA), dal 27 Dicembre 2009 al 3 Gennaio 2010 Casa Vacanze sul mare - Viale Abruzzi n° 88, Pinarella di Cervia (RA) Relatore: Marco Ferrini, Fondatore e Presidente del Centro Studi Bhaktivedanta
Dal 27 dicembre al 3 gennaio si è svolto a Pinarella di Cervia (Ra) un Seminario tenuto da Marco Ferrini, in cui è stato analizzato e commentato il quarto libro dei Patanjali Yogasutra, il Kaivalya Pada, dedicato alla scienza della liberazione, in uno studio comparato con l'affascinante saggezza della Bhagavad-gita.
Con metafore, concetti e immagini diverse entrambe le opere portano lo stesso grande messaggio: ci spiegano come fare per entrare in quella alta dimensione del sentire e del vivere caratterizzata dalla libertà, dalla giustizia, dalla compassione, dall'autentico Bene.
Cosa si intende per libertà? Prima di tutto liberazione dalle false identificazioni, dalle dipendenze, dalle costrizioni della mente, dagli automatismi e condizionamenti dell'ego, che producono danni e sofferenza a noi stessi e agli altri.
Per innalzare il nostro livello di coscienza occorre prima di tutto purificare la struttura psichica dalle sue contaminazioni che bloccano ogni naturale tensione ascensionale.
Patanjali Rishi negli Yogasutra e Shri Krishna nella Bhagavad-gita ci indicano due diverse vie per raggiungere la stessa meta.
Il lavoro su noi stessi cui ci esorta Patanjali è caratterizzato da un alto livello di tecnicismo e si serve in maniera preponderante degli strumenti del ragionamento e della determinazione ascetica. La via della Bhagavad-gita prevede l'utilizzo di questi ultimi ma oltre ad essi attribuisce importanza primaria all'Amore, la Bhakti, che è considerato lo strumento principale per giungere alla liberazione e che al contempo rappresenta, nella sua forma più elevata, il fine supremo che si può conseguire ben oltre la liberazione stessa. Dunque la Bhagavad-gita rivela il gusto supremamente dolce e la bellezza ineffabile di quello stato dell'essere superiore persino alla liberazione e caratterizzato dall'Amore come originaria modalità dell'anima che unisce creato, creature e Creatore. Nella Bhagavad-gita rifulge la devozione quale suprema via di realizzazione interiore.
Gli Yogasutra possono essere definiti un prezioso manuale con insegnamenti eccellenti per imparare a dominare la mente e liberare il sé dalle innumerevoli maschere dell'ego, ma richiedono una particolare predisposizione e risultano congeniali soprattutto a determinate tipologie di personalità. Leggendo e commentando strofe scelte tratte dalla Bhagavad-gita sul tema della liberazione, abbiamo potuto constatare come i suoi insegnamenti abbiano un respiro universale, con applicazioni illimitate a seconda della natura di ciascun individuo e del proprio contesto esistenziale.
Qui di seguito alcuni dei temi che sono stati approfonditi nel dialogo tra Yogasutra e Bhagavad-gita: la genesi delle qualità superiori della psiche, la natura e trasformazione degli stati mentali a seconda della combinazione dei guna o forze archetipe della Natura, il sorgere dei vari tipi psicologici e mentalità, il flusso di memorie, impressioni e registrazioni inconsce come causa del ciclo della trasmigrazione, la decontaminazione della coscienza attraverso la meditazione, l'illuminazione dell'intelletto e l'estinzione del karma, il potere della pura coscienza.
In un'atmosfera serena e amichevole, abbiamo scambiato riflessioni su questi preziosi insegnamenti con i nostri compagni di viaggio, condividendo i pasti, le lezioni di Ferrini e degli altri docenti dell'Accademia di Scienze Tradizionali dell'India, le pratiche di Yoga e Meditazione al mattino, il teatro, le serate con canti spirituali e letture di poesie mistiche d'Oriente e d'Occidente.
Assieme abbiamo riscoperto le potenzialità che ciascuno di noi ha di volare in alto, superando automatismi mentali ed emotivi, ritornando finalmente liberi: liberi di essere se stessi, liberi di gioire della vita, liberi di amare.